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domenica 17 febbraio 2019

Attualità martedì 26 aprile 2016 ore 16:38

La stazione abbandonata

Tra il canale dei Navicelli e San Piero a Grado i ruderi di uno scalo ferroviario degli anni ‘30, siamo andati a scoprirlo



PISA — Che siano ancora in uso oppure abbandonate già da anni, il triste destino legato al degrado delle stazioni ferroviarie sembra non aver fine. Troppo spesso, infatti, nelle zone loro adiacenti, vengono registrati casi di violenza e di droga. Quando a questi fattori si unisce anche il rischio di perdita di un patrimonio architettonico, allora, forse, dobbiamo porci qualche interrogativo in più. È questo il caso della stazione della zona di Porta a Mare che faceva parte del tratto Pisa-Marina di Pisa, esteso successivamente a Calambrone, e inaugurato nel 1932. Fino al 1960 dalla città era, infatti, possibile raggiungere il mare utilizzando il “trammino”.

Superata la chiesa di San Giovanni al Gatano, il treno sostava nella stazione denominata "Scalo Industriale" che era anche la sede della vicina sottostazione elettrica ed è proprio questo edificio, oggi in disuso e fatiscente, che rischia in breve tempo di scomparire anche come esempio di archeologia industriale. Risulta difficile immaginare che, dove adesso ci sono solo rovine, macerie e desolazione, in passato ci fossero vivacità lavorativa e attività produttive.

Spesso viene annunciata l’ipotesi di una riapertura della linea ferroviaria capace di ricalcare il tracciato dell’antico percorso Pisa-Marina di Pisa. Il progetto, oltre a snellire il traffico estivo, avrebbe il pregio di tornare a valorizzare e recuperare luoghi caratteristici del paesaggio pisano.

Viola Luti
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