Politica Giovedì 18 Giugno 2026 ore 09:30
Stangata per l'aumento dei biglietti del bus

"Inaccettabile" tuona Diritti in Comune. " I Comuni chiedano subito il ritiro del provvedimento e si avvii un percorso di ripubblicizzazione"
PISA — Dal primo agosto le cittadine e i cittadini pisani e di tutta la Toscana subiranno un nuovo aumento del costo del biglietto dell’autobus, che passerà da 1,70 euro a 2 euro, nonché un aumento degli abbonamenti dell’8,9%, decisa dalla Regione Toscana. "Questa stangata si aggiunge all’aumento del 13% già avvenuto nell’agosto del 2023 ed è un attacco diretto al diritto alla mobilità, con ricadute pesantissime dal punto di vista sociale e ambientale", scrive Diritti in Comune in una nota.
"Si raccolgono ancora una volta gli effetti della scellerata privatizzazione voluta dal Partito Democratico e dal centrosinistra che governano la Regione Toscana: un aumento ingiustificabile a fronte di un servizio che presenta sempre maggiori criticità, dovute alla mancanza di investimenti adeguati sul fronte del personale e dei mezzi", prosegue la nota.
"Siamo al colmo: a fronte di un servizio che in questi anni si è progressivamente ridotto, penalizzando soprattutto le tratte più deboli e periferiche, si aumentano i costi a carico dell’utenza, con il rischio, per di più, di provocare una diminuzione del numero dei passeggeri. I costi della vita crescono, l’inflazione aumenta e i salari restano fermi. Anche in questo caso mancano investimenti pubblici adeguati da parte del Governo e della Regione per tutelare concretamente i diritti delle persone. A trarne vantaggio sono invece le grandi aziende private come Autolinee Toscane, alle quali la Regione ha affidato il servizio di trasporto pubblico regionale", analizza Diritti in Comune.
"Ancora una volta la privatizzazione di un servizio pubblico è andata a discapito della qualità del servizio e delle condizioni del personale, dimostrando che il mercato non risolve i problemi, ma li aggrava. In questo caso siamo di fronte a un rincaro insopportabile che colpisce in particolare le fasce più deboli della popolazione. Il trasporto pubblico locale è un diritto e, in quanto tale, è responsabilità dei soggetti pubblici garantirne l’efficienza. La logica delle privatizzazioni lede questo diritto, scaricando sulla cittadinanza e sui lavoratori i costi della remunerazione dei capitali privati, costi ulteriormente accresciuti dalle esigenze di competitività imposte dal regime di libero mercato. Riteniamo altrettanto inaccettabile la richiesta della Regione che i Comuni contribuiscano maggiormente al finanziamento del trasporto pubblico, oltre a quanto già versano, aggravando ulteriormente le disparità tra i territori", va avanti il gruppo consiliare.
"È urgente e necessaria un’azione congiunta dei Comuni nei confronti della Regione, non solo per ottenere il ritiro immediato degli aumenti, ma anche affinché il servizio raggiunga standard adeguati attraverso il necessario ammodernamento dei mezzi e nuove assunzioni di personale. Le risorse esistono: basta guardare a quanto l’Italia investe nelle spese militari, a partire da oltre mezzo miliardo di euro che si è deciso di stanziare per realizzare, con il pieno sostegno del presidente Giani e della Regione Toscana, una nuova base militare all’interno del Parco di San Rossore", conclude il gruppo..
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











