Pisa Sporting Club Martedì 06 Gennaio 2026 ore 17:35
Gilardino, "Nzola? Faremo valutazioni, voglio gente collegata"

Dopo lo 0-3 all’Arena il tecnico difende la prestazione, chiede più cinismo e attenzione dal 60’ in poi, e fa il punto su Nzola, Coppola e mercato
PISA — Il Pisa esce sconfitto dall’Arena contro il Como, ma Alberto Gilardino difende quanto fatto dalla squadra e prova a leggere la gara oltre il risultato. Il tecnico nerazzurro parte da una valutazione netta: “Oggi un divario troppo ampio rispetto a quanto visto in campo”. Secondo l’allenatore, il Pisa ha retto bene per lunghi tratti, con una struttura ordinata e senza soffrire in modo evidente: “Abbiamo tenuto il campo, non abbiamo neanche sofferto troppo, con reparti compatti e stretti. Con le individualità del Como dovevamo fare questo tipo di partita”.
Il nodo, ancora una volta, è legato alla concretezza e ai gol incassati nella parte finale: “Dovevamo sfruttare meglio le occasioni. Stiamo prendendo diversi gol, è vero, dal 60' in poi e questo deve farci riflettere”. Gilardino esclude cali mentali, ma indica una strada chiara: “Non credo sia mancanza di attitudine o concentrazione, ma è un aspetto su cui lavorare”.
Poi il focus sui singoli, a partire da Tramoni e Nzola. Sul cambio dell’attaccante francese chiarisce: “Matteo non ha preso male il cambio ma era arrabbiato per l'occasione non concretizzata poco prima”. Su Nzola, invece, il messaggio è più diretto: “Nzola oggi ha lavorato in fase difensiva, non ha sfruttato le occasioni create, poteva essere più concreto e cinico. Nzola, ci aspettiamo di più, deve capire cosa vuole fare della sua vita calcistica. Valuteremo anche la sua posizione. Ho bisogno di gente collegata che voglia mettersi in discussione al 110%. Faremo quindi delle valutazioni con la società sul mercato. Vogliamo salvarci senza mollare un centimetro, quindi chi avrò a disposizione dovremo avere tutti la stessa idea”.
Il tecnico torna anche sull’episodio che ha cambiato la partita: “Dovevamo lavorare più da squadra sul primo gol. Per 68 minuti abbiamo fatto tanto sul piano dell'attitudine e delle occasioni. Oggi è stato più complicato reagire”. E resta il rammarico per una possibile svolta mancata: “Ci abbiamo provato, se fosse andato dentro il rigore la gara si sarebbe riaperta”.
Non mancano però segnali positivi. Gilardino sottolinea la condizione fisica del gruppo: “Il Pisa sta benissimo fisicamente, i dati lo confermano”, e guarda avanti: “Dobbiamo fare passi avanti, è fuori dubbio. Serve maggiore consapevolezza e attenzione ai dettagli. Il campionato non finisce oggi”. C’è spazio anche per il dispiacere verso squadra e tifosi: “I ragazzi danno tutto, mi dispiace per loro e per i tifosi. Questa squadra meriterebbe una vittoria per quello che sta dando”.
Tra le note individuali, l’allenatore spiega l’uscita di Marin e l’assenza di Calabresi, fermato dalla febbre, poi si sofferma sul giovane difensore: “Vorrei fare un grande plauso a Coppola, ha fatto una partita importante”. Infine uno sguardo al mercato e al futuro prossimo: “E' arrivato Durosinmi, spero che si possa allenare il prima possibile, il campionato lì è finito il 14 dicembre. Stiamo facendo delle valutazioni anche in altri reparti. Spero arrivino giocatori che arrivino quattro o cinque mesi per battagliare”.
A metterci la faccia sono anche Piccinini e Coppola. Due voci diverse, ma unite dallo stesso punto: la sensazione di aver retto la partita per lunghi tratti senza riuscire a trasformare quanto creato.
Piccinini non nasconde la rabbia. Guarda il livello dell’avversario, ma torna subito su quei minuti in cui, secondo lui, il Pisa aveva trovato equilibrio e ritmo: “Non ho parole, il livello del Como è altissimo. Per 70 minuti abbiamo fatto bene e al primo tiro prendiamo gol”. Il centrocampista insiste sul tema che si ripete e che fa male: “Giochiamo alla pari con le migliori ma portiamo a casa zero”, e poi ribadisce il punto più pesante, quello che manca: “Non riusciamo a fare gol. Non riusciamo a fare gol”.
Nel suo sfogo c’è anche l’orgoglio per il gruppo e per il percorso fatto: “Dobbiamo difendere il sogno che ci siamo creati lo scorso anno. Siamo un gruppo fantastico, potete immaginare la dedizione e l'impegno che mettiamo in campo”. E c’è pure la fotografia di una squadra ancora giovane, con tanti esordienti, che però riesce spesso a stare dentro le gare: “Siamo tanti ragazzi esordienti, stiamo facendo anche in casa 65-70 minuti ottimi ma non riusciamo a fare gol”.
Il Como, secondo Piccinini, fa valere qualità e cinismo, e dopo l’1-0 cambia tutto: “Il Como ha grande qualità e dopo il primo gol si perdono le distanze”. Ma il discorso non si chiude sul presente. Piccinini guarda avanti e prova a indicare un appiglio: “Faremo un grande girone di ritorno, siamo sicuri che ci andremo a prendere punti importanti a partire da Udine”. Senza giri di parole sul prossimo passo: “Ora dobbiamo vincere a Udine a tutti i costi”.
Dentro le sue parole c’è anche l’amarezza personale, quasi fisica, per una partita che sembra nata bene e finita male: “In questo momento sono incavolato nero perché facciamo sempre le prestazioni e le creiamo dall'allenamento. La problematica è questa, non è neanche facile da spiegare. Sono incavolato nero per la prima volta perché so quanto ci teniamo e so quanto facciamo in settimana e poi”. E nel mezzo trova anche il tempo per un riconoscimento: “Voglio fare i complimenti a Francesco”.
Piccinini respinge anche l’idea di un’Arena che pesi: “Non c'è una problematica Arena. E' il nostro fortino e ci trascina”. E chiude con la convinzione che basti un dettaglio, un episodio, per invertire la rotta: “Secondo me basta veramente poco”, chiedendo però uno scatto collettivo: “Dobbiamo fare qualcosa in più tutti assieme”.
Per Coppola, invece, la serata ha un sapore doppio. Da una parte l’impatto emotivo dell’esordio, dall’altra l’amarezza per il risultato: “Grande emozione esordire in Serie A e un po' di amarezza”. Il giovane difensore ringrazia anche Fabregas per le parole nel dopo gara: “Ringrazio Fabregas per i complimenti nel post partita, sono fiero e orgoglioso”. E torna su un passaggio che per lui è stato pesante: “L'infortunio mi ha tolto tanto, il ritiro e vivere il gruppo, fare le partite per dimostrare al mister che ero già pronto”.
Coppola racconta un recupero lungo, fatto di mesi e pazienza, fino a ritrovare continuità e sensazioni: “Son passati i mesi necessari per recuperare la gamba. Ora mi sento bene”. E chiude con una speranza semplice, legata al campo: “Questi 95 minuti sono stati importanti e spero di dare il mio contributo ancora”.
Michele Bufalino
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