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Cultura venerdì 14 settembre 2018 ore 11:44

Pisa celebra le ceramiche di Calcinaia e Montopoli

Decoratori dell'antica manifattura Milani

Al centro espositivo Sms, dove è in svolgimento l'esposizione "Pisa città della ceramica", l'incontro con Antonio Alberti e Monica Baldassarri



PISA — Doppio appuntamento al Centro Espositivo Sms lungo le Piagge dove ieri Antonio Alberti, direttore del Museo della ceramica “Lodovico Coccapani” di Calcinaia, e Monica Baldassarri, direttrice del Museo civico di Montopoli, hanno raccontato ad un interessato pubblico Calcinaia e Montopoli: due poli produttivi di ceramica tra il tardo Rinascimento e il primo Novecento”. 

Si tratta del secondo appuntamento di settembre targato “Pisa Città della Ceramica” che dal primo del mese ha riaperto i battenti con orario regolare (martedì e giovedì ore 9-13 e 15-17; mercoledì e venerdì ore 9-13; sabato e domenica ore 10-13 e 15-18) e propone speciali visite guidate nei fine settimana (venerdì ore 11; sabato e domenica ore 11 e 17, solo su prenotazione).

Due grandi tradizioni produttive che si incontrano e si raccontano a Pisa, ancora una volta epicentro culturale con la mostra-evento “Pisa Città della Ceramica” che proseguirà fino al 5 novembre al Centro Sms, a Palazzo Blu, al Museo di San Matteo, alla Camera di Commercio e con percorsi guidati sul territorio: una mostra diffusa che percorre mille anni di storia, tra artigianato e commerci, attraverso le sue eccellenze.

Calcinaia e Montopoli in Val d'Arno, sebbene con modalità, protagonisti e produzioni assai diverse, sono state aree nelle quali si è prodotta ceramica almeno a partire dal tardo Rinascimento, fino a tutta la prima metà del Novecento.

Antonio Alberti ha presentato il caso delle fornaci di Montecchio e di Calcinaia, evidenziando lo straordinario ruolo della famiglia di ceramisti Coccapani, che ha condotto le fornaci nella grangia certosina di Montecchio tra XVII e inizi XVIII secolo, per poi trasferirsi e continuare le proprie attività nel centro storico di Calcinaia, collocando il proprio atelier a ridosso di una delle torri del castello medievale, ancora oggi in buona parte preservato e visitabile all'interno del museo della ceramica.

Monica Baldassarri, invece, ha parlato delle produzioni di vasellame di mensa del XVII secolo, evidenziate dalle fonti archeologiche nell'area di Casteldelbosco e della tradizione della ceramica ingobbiata, ripresa e sviluppata a Montopoli agli inizi del Novecento da Dante Milani, uno dei protagonisti di maggior successo del revival mondiale, di recente riscoperto grazie alle ricerche e alle attività di esposizione del museo civico.


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