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sabato 16 febbraio 2019

Attualità sabato 09 febbraio 2019 ore 11:44

San Francesco tre anni dopo la chiusura - VIDEO

La parrocchia svela lo stato attuale della chiesa: "La sua bellezza artistica rimane, nonostante sia soffocata da teli e imbracature metalliche"



PISA — Il Parroco della chiesa di San Francesco a Pisa, Padre Giuliano, a conclusione della nona edizione de "I Luoghi del Cuore" ringrazia i 25mila pisani e italiani che hanno "adottato" la chiesa di San Francesco, settima nella classifica nel censimento indetto dai Fai sui luoghi più amati da recuperare.

25mila sono infatti le persone che hanno contribuito da maggio a ottobre a far entrare in classifica la chiesa che è chiusa ormai da quasi tre anni.

"Per ringraziare tutte queste magnifiche persone che di fatto hanno adottato la nostra chiesa - si legge in una nota della parrocchia-  vogliamo mettere a disposizione di tutti alcune immagini inedite, sia interne che esterne, realizzate poche settimane fa dal Fai, che le ha gentilmente messe a disposizione dell'ufficio stampa della Parrocchia. Sono immagini certamente dolorose per chi, parrocchiani e pisani, da 3 anni non può rimettere piede nella sua chiesa parrocchiale, ma di una "bellezza" unica, che ci permette di vedere lo stato attuale della nostra chiesa, tra le più antiche della città, seconda per importanza dopo la Primaziale. Non si può non rimanere colpiti dalla suggestiva immagine del Cristo in croce dell'altare principale, imbrigliato da travi di legno e imbracature metalliche, sepolto dalla polvere che si innalza sopra di queste, come se dicesse io presto risorgerò assieme a questa mia chiesa oggi chiusa, cosi come avvenne per San Francesco d'Assisi con la Porziuncola".

"Cosi come - osserva la parrocchia - suscita un brivido vedere la copia a grandezza naturale della Sacra Sindone di Torino, che da decenni è presente in San Francesco, coperta da un grande telo bianco, a simboleggiare che il sudario di Gesù Cristo oggi è avvolto dal sudario della nostra chiesa chiusa per rischio crollo, quasi a proteggerlo, non tanto dalla polvere, ma proprio da questo rischio".

"La bellezza artistica della nostra chiesa - aggiungono dalla parrocchia- soffocata da teli e imbracature metalliche, tuttavia rimane, ed è oggi sottolineata dalle due colonne laterali che immettono nel braccio di sinistra e di destra, che ora, liberate dalla morsa delle panche si stagliano verso l'alto, quasi a ricordarci che, nonostante la sciagura della chiesa chiusa, non dobbiamo rimanere ancorati al "dolore" terreno ma continuare a volgere il nostro sguardo e la nostra attenzione al cielo, meta finale del nostro cammino terreno. La passerella che dall'altare porta verso la porta centrale, posta sopra le lapidi del corridoio centrale per proteggerle dalle imbracature metalliche che a breve saranno innalzate per permettere di lavorare sulle 18 grandi travi, di cui ben 15 marce, che sorreggono il tetto, dà quasi un senso di speranza, e forse di sicurezza, quasi a dire a tutti noi "state tranquilli, in questo oceano di imbracature metalliche che invadono la vostra chiesa, offuscando l'orizzonte e i tesori artistici della vostra chiesa, io sono l'unica strada da percorrere (restauro) per arrivare al Cristo che è, e rimane, l'unica cosa visibile di questo importante edificio sacro, il vostro punto di riferimento, e che un giorno ripotrete vedere in tutto il suo splendore, assieme a tutta la chiesa, che molti considerano la loro seconda casa. Grazie a tutti i 25mila pisani e italiani che sono stati vicini alla chiesa di San Francesco e alla sua comunità parrocchiale".

Video eccezionale: ecco come si presenta San Francesco a Pisa a 3 anni chiusura rischio crollo tetto


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