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mercoledì 29 novembre 2023

LE PREGIATE PENNE — il Blog di Pierantonio Pardi

Pierantonio Pardi

Pierantonio Pardi ha insegnato letteratura italiana all’ITAS “ Santoni” di Pisa fino alla pensione. Il suo esordio narrativo è stato nel 1983 con Bailamme (ristampato nel 2022 con Porto Seguro editore). Negli anni seguenti ha pubblicato insieme ad altri autori “Le vie del meraviglioso” (Loescher,1966), “Il filo d’Arianna (ETS, 1999) e da solo “Cicli e tricicli” (ETS 2002), “Graaande …prof (ETS, 2005) e “Il baffo e la bestia” (ETS 2021). Ha curato l’antologia “Cento di questi sogni” (MdS, 2016) ed è direttore editoriale della collana di narrativa “Incipit” (ETS)

L’approdo di INCIPIT su “Le pregiate penne”

di Pierantonio Pardi - giovedì 04 maggio 2023 ore 07:00

Ventuno anni fa, in un giorno imprecisato del dicembre 2002, nasceva INCIPIT la piccola biblioteca di narrativa della casa editrice ETS, pensata, voluta e poi diretta da Daniele Luti e Pierantonio Pardi.

Il titolo, in realtà, nascondeva nemmeno troppo velatamente un progetto: l’idea di dare finalmente spazio, per la prima volta, ai sommersi della letteratura, a quegli autori, anche di talento, tagliati fuori a priori dalla logica, prevalentemente legata al marketing, delle grandi case editrici oppure invitati a “collaborare” (eufemismo nemmeno tanto ambiguo, traducibile in “pagare”) dalle piccole case editrici per pubblicare le loro opere. E inoltre la denominazione implicava il ricordo delle tre stagioni dedicate dai condirettori a corsi di “scrittura creativa” (ma noi preferivamo chiamarli corsi di narratologia per la difesa della fantasia intellettuale) tenuti nei locali della casa editrice ETS e che hanno sempre implicato la pubblicazione di volumi “costruiti” dai lavori dei corsisti: Scrittura mista, 2003; Ultima spiaggia, 2004; Caffè Ristoro, 2005.

Incipit rivoluziona, ed è la prima a farlo, in Italia, il meccanismo spesso perverso del rapporto tra scrittore ed editore . Grazie alla disponibilità e alla voglia di sperimentare di Gloria e Sandra Borghini, le editrici, Incipit pubblica gratuitamente ogni anno, da ventuno anni, due titoli di narrativa, garantendo agli scrittori i relativi diritti d’autore. La collana, anche per le convinzioni ideali dei due direttori, ha scelto sempre un basso profilo, evitando accuratamente pirotecnie pubblicitarie, apparizioni su quotidiani, caroselli mediatici, ben consapevole del fatto che sarebbe bastata la qualità intrinseca dei prodotti letterari a garantire il successo di questa iniziativa e infatti così è stato.

Una breve cronistoria sta qui a dimostrarlo.

Apre la collana il romanzo “ Siete tutti invitati” di Davide Guadagni e il prefatore è Adriano Sofri che scrive, a proposito di questo romanzo: “ Sembra una storia del libro Cuore , penserete. Mi auguro che lo consideriate un gran complimento. Già mi ero chiesto se si sarebbe potuto scrivere qualcosa che emulasse il libro Cuore su una classe di oggi, mista di bambini e bambine senegalesi e thailandesi. Bé il babbo di Alice c’è riuscito, quasi senza premeditazione. Lui ha delle vere virtù”

Sofri è solo il primo di una serie di prefatori che vede tra gli altri, Enzo Fileno Carabba, per il bel libro di Riccardo Subri “I like Frank Zappa”. Scrive Carabba: “ C’è un ragazzo che all’inizio degli anni ’70 conduce una vita piuttosto grama a Torino. Parte e, insieme ad altri tipi che compaiono e ricompaiono quando meno te lo aspetti, gente al limite della sopravvivenza, intraprende un viaggio sgangherato verso Chissà Dove…”. E’ un romanzo on the road di imprevedibili suggestioni…

E Giorgio Luti che scrive, nella sua prefazione al romanzo di Angelo Toninelli “Un sogno d’amore”, romanzo ambientato a Firenze nel 1875, quando si svolge il primo grande processo contro gli internazionalisti accusati di cospirazione contro lo stato: “ …questo “Sogno d’amore” finalmente torna a proporci una delicata avventura privata (…) ambientata in una città ricostruita con straordinaria efficacia : la Firenze degli anni 1870 – 75…” e ancora Dacia Maraini che scrive, a proposito del romanzo di Cristina Pacinotti, “In quei giorni c’era molta luce”, a proposito del G8 di Genova: “ Un racconto intenso e ben costruito che unisce la narrazione degli atroci fatti di Genova alle esperienze più intime e personali.”

E infine e ancora Ico Gattai che con il suo “Mamma dormo fuori” racconta, molto prima del film di Roan Jonshon ,“I primi della lista”, la fuga di tre giovani militanti del Canzoniere Pisano nel giugno del 1970 per sfuggire all’ipotetico (ma non troppo) golpe di Junio Valerio Borghese e ancora Enzo Guidi che con il suo “Dalmatica” ci offre “il romanzo della solitudine dell’uomo, della meditazione, dell’idea sempre negativa della collettività”, come scrive Daniele Luti nella sua prefazione e Francesca Barberi e Dario Bizzarri che con il loro “Bed & Breakfast” ci offrono una narrazione della psicopatologia quotidiana, un viaggio nell’incubo dove solo il lettore più attento potrà trovare un po’ di luce “un percorso che va dal pulp all’elegiaco, da Tarantino a Holderin insomma, da coltelli insanguinati ed omicidi efferati ad amplessi improbabili ed estenuanti ricerche di affinità elettive (…)” come nota Pierantonio Pardi nella sua prefazione ed i romanzi di formazione delle giovanissime Martina Cecchini e Susanna Chelotti che con il loro “Le facce buffe dell’amore” ci offrono uno spaccato generazionale, una sorta di fiaba moderna che vede come protagoniste due giovani studentesse in una Siena universitaria naif, leggera e violenta dove sesso e crisi di identità si intrecciano in mille percorsi e il “Basta smetto” di Giovanni Vannozzi che ci insegna in una sua parabola esistenziale, a metà tra Cecco Angiolieri e Nietzsche che i “bamboccioni” non esistono e ancora il ménage a tre descritto da Afo Sartori, grandissimo esperto e divulgatore di musica jazz, nel romanzo “Autre”, un ménage anomalo, quasi grottesco, surreale, ma l’essere comunisti, libertari e libertini teorizzava e giustificava tutto specialmente se, come colonna sonora, ti capitavano Chet Baker, Miles Davis e Duke Ellington, e infine il difficile tema dell’androginia, affrontata da Domiziana Tommasini nel suo “ Le bambine non fanno pipì in piedi”, “La strega bambina” un inquietante romanzo sul tema del “doppio” di Maria Cristina Impagnatiello, “L’abat – jour” di Guido del Monte dove un uomo e una donna si incontrano sul fondo dell’anima della loro città, dando vita ad una fiaba cinematografica, fino ad una truce storia di vampiri a Pisa, nel romanzo “Tirami fuori da qui” di Emiliano Dalle Piagge per proseguire poi con “Bis” un noir di Guido Martinelli dove, come nota Daniele Luti nella sua prefazione, “si maltrattano volutamente lingue nobili e diffuse a briosi ruscelli linguaioli che serpeggiano veloci da Pisa, dalla Garfagnana e da Torino”.

E’ una lista, un elenco e, come tale, deve finire: molti autori non sono stati citati, ma quello che ci interessava era ricostruire, attraverso questi esempi, lo spirito di Incipit, una collana che ha fotografato, in questi ventuno anni, diverse realtà tutte legate da un forte impatto esistenziale e ontologico, politico e surreale, attraverso varie tipologie di linguaggi, alchimie narrative, epifanie e provocazioni.

Era una scommessa Incipit ed è stata vinta. I libri pubblicati hanno venduto molto, sono reperibili nelle librerie, sul sito dell’ETS e sul Web e gli autori hanno poi continuato a scrivere e a percorrere altre strade, forti comunque di questa grande opportunità che ha permesso loro di essere conosciuti e apprezzati.

Un’ultima considerazione: negli ultimi anni, la collana ha acquisito un carattere meno legato alla Toscana e alla nostra provincia. Sono arrivate proposte di lettura e di pubblicazione da molte realtà del Paese. Merito di Incipit, dei suoi autori e della casa editrice che ha saputo muoversi in modo creativo all’interno di un mercato difficile e complicato come è quello editoriale.

Ma veniamo al progetto che intendo proporre. Da quando ho aperto il blog “Le pregiate penne” sul network QUInews-Toscanamedia ho analizzato e recensito scrittori toscani molto noti, anche se non tutti molto letti e conosciuti (Cancogni, Collodi, Fallaci, Fucini, Malaparte, Maraini, Papini, Pratolini, Tabucchi, Tobino); altri li avevo recensiti su una rubrica della mia pagina fb (Bianciardi, Bigongiali, Bilenchi, Campana, Cassola, Pratesi, Riccarelli, , Tabucchi, Tozzi) ed ho poi intenzione di riproporli, con nuovi profili e romanzi sul blog, ma adesso è giunto il momento di presentare altri autori, presenti appunto nella collana Incipit.

Rimanendo fedele alla “toscanità” del progetto, proporrò profili e opere di autori toscani o, quantomeno, naturalizzati toscani. Non abbiamo mai fatto distinzioni, Daniele ed io tra autori noti e autori ignoti. Spesso, infatti, la notorietà è legata più a campagne pubblicitarie e/o televisive o a certe sfumature di gossip che non a un talento vero e proprio; quello che abbiamo sempre cercato nelle opere di narrativa sono stati la qualità, l’originalità e lo stile. E non ci siamo neppure troppo addentrati sulla vexata quaestio tra “Letteratura” e “Letterarietà”, perché oramai lo tsunami editoriale di questi ultimi anni ha completamente stravolto questa effimera distinzione e autori sconosciuti hanno vinto con le loro opere prime prestigiosi premi letterari, mentre scrittori super blasonati sono finiti nel dimenticatoio. E’ quindi il mercato che decide il destino e il successo di un libro. In tutti questi anni ad Incipit sono pervenuti e continuano ad arrivare centinaia di manoscritti e la selezione è stata, è, e sarà durissima, ma rimarremo fedeli, nelle scelte che andremo a fare, ai criteri prima elencati.

Quindi, dalla prossima uscita sul mio blog, inizierò a presentare autori e romanzi di Incipit, iniziando dai primi tre che saranno: “Siete tutti invitati – Storia di tante storie” di Davide Guadagni, “Un sogno d’amore” di Angelo Toninelli e “In quei giorni c’era molta luce” di Cristina Pacinotti.

Ma, terminata la serie di autori di Incipit, parlerò anche di altri scrittori toscani di cui, però, non vi anticipo ancora niente.

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I condirettori di INCIPIT

Daniele Luti è nato a Volterra, un fiore lunare che, visto in certe mattinate autunnali e da alcune precise angolazioni, fa pensare allo Chateau des Pyrénées di Magritte. A parte gli studi regolari, i Maestri eccellenti, ha assimilato fantasia, creatività, ironia ed eclettismo soprattutto dagli alabastrai libertari della sua città. Ha pubblicato saggi su Manzoni, Pascoli, Cassola, Tobino e, assieme ad Alessandro Agostinelli, due volumi sulle città d’arte. Ha curato il carteggio tra Giovan Pietro Viesseux e Giuseppe Pomba e, visto che è versatile, ha scritto anche sull’impegno politico nella narrativa di Rex Stout, l’inventore di Nero Wolfe. Sta scrivendo un volume sui rapporti tra scrittori e socialismo negli Stati Uniti d’America. Ha ideato con Roberto Veracini il premio letterario “Ultima frontiera”, dedicato alla vita di Cassola e l’omonima associazione culturale.]

Daniele Luti

Daniele Luti

Pierantonio Pardi nasce a Vecchiano, paese immortalato da Tabucchi nel suo primo romanzo “Piazza d’Italia”. Ha insegnato, prima di andare in pensione nel 2015, letteratura italiana all’ITAS “ Gambacorti”- “Santoni” di Pisa. Ha esordito nella narrativa nel 1975 con il romanzo “Testimone il vino” (Lito Felici) (ristampato ora, nel 2023, da Felici Editore) e nel 1983 con il romanzo “Bailamme” (Lalli Editore), (ristampato nel 2022 per Porto Seguro Editore) e in seguito ha pubblicato come coautore “Le vie del meraviglioso” (Loescher)(1996), “ Il Filo d’Arianna” (ETS) (1999), e da solo “Cicli e tricicli” (ETS) (2002), “Graaande…prof” (ETS) (2005), e “Il baffo e la bestia” (ETS, 2021). Una sua ultima raccolta di racconti “Erotiche alchimie” uscirà per le edizioni ETS a settembre 2023.

Pierantonio Pardi

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