Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 19:31 METEO:PISA17°  QuiNews.net
Qui News pisa, Cronaca, Sport, Notizie Locali pisa
domenica 28 febbraio 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
Covid, a Milano folla sui Navigli nell'ultimo weekend in fascia gialla

Attualità mercoledì 14 ottobre 2020 ore 10:43

La scienza partecipata aiuta la ricerca di Virgo

Tutti possono contribuire al progetto: in un seminario online venerdì 16 ottobre i ricercatori spiegheranno come partecipare



CASCINA — È un progetto di citizen science, ovvero di “scienza partecipata”, focalizzato sullo studio del cosmo, in cui tutti sono chiamati a dare un contributo allo studio di onde gravitazionali, particelle e luce. Si chiama Reinforce, è coordinato dall’osservatorio Virgo di Cascina e vede impegnati in prima linea i ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa con la collaborazione di altri partner internazionali.

“La citizen science costituisce un approccio nuovo e partecipato alla ricerca scientifica, in cui tutti possono dare un contributo importante – spiega il professor Massimiliano Razzano, che coordina il gruppo di ricerca dell’Ateneo – Grazie al fondamentale contributo di questi ”cittadini-scienziati” è stato possibile scoprire nuovi pianeti extrasolari, oppure nuove specie di animali, giusto per fare alcuni esempi. Con il progetto REINFORCE vogliamo coinvolgere ancora di più le persone comuni nella ricerca in fisica e nello studio delle onde gravitazionali, una delle frontiere più nuove nello studio dell’Universo”.

Ma come si può partecipare in concreto al progetto? I cittadini potranno contribuire allo studio e all’ottimizzazione di Virgo, il più grande rivelatore di onde gravitazionali in Europa, ospitato a EGO, presso Cascina. Sarà ad esempio possibile identificare le principali sorgenti di rumore, in particolare i cosiddetti glitch, segnali presenti nel rivelatore che peggiorano la qualità dei dati e possono confondersi con segnali di tipo astrofisico. Il segnale provocato dalle onde gravitazionali è debolissimo, e riuscire a catturarlo è come riuscire a sentire cadere un fiammifero in una sala di una discoteca. Per riuscirci dobbiamo identificare e rimuovere la musica, la voce delle persone e tutti gli altri “rumori” che coprono il suono che stiamo cercando. Analogamente, per rendere ancora più sensibile Virgo dobbiamo studiare ed eliminare le sorgenti di rumore ambientale, e a questo scopo l’aiuto degli appassionati può essere molto importante.

Per fare un esempio concreto, i collaboratori esamineranno estratti dei dati raccolti da Virgo e sarà chiesto loro di individuare visivamente i punti in cui ci sono segnali di interferenza, che possono essere causati non da fenomeni cosmici ma da sorgenti “terrestri” come microsismi, temporali o piccoli movimenti nei componenti ottici del rivelatore. La caratterizzazione dei glitch e delle altre sorgenti di rumore sarà utilizzata per sviluppare nuovi algoritmi di machine learning, e questo lavoro collaborativo aiuterà a migliorare la sensibilità del rivelatore ai segnali gravitazionali, spingendo ancora più lontano il nostro sguardo nel cosmo.

“Rendere accessibili i dati unici di queste ricerche a una platea molto più ampia è uno strumento formidabile per avvicinare sempre più persone alle sfide affascinanti e visionarie della scienza, a cui possono per altro contribuire concretamente – sostiene Stavros Katsanevas, direttore di EGO – Ad esempio la rivelazione dei segnali delle onde gravitazionali, da parte di LIGO e Virgo, è stata spesso metaforicamente battezzata come primo ascolto del ‘suono’ dell'Universo. Nel progetto REINFORCE abbiamo immaginato di rendere effettivamente udibili, ovvero di trasformare in suoni, i dati raccolti dagli interferometri gravitazionali, in modo da permettere di discernere i segnali e i rumori tramite l’ascolto. Questo per altro ci permetterà di coinvolgere nel nostro programma anche le persone non vedenti, che potrebbero rivelarsi più brave di chi vede ad ascoltare gli echi del cosmo”. Parte degli sforzi di REINFORCE, infatti, sono volti a migliorare l’accessibilità di tutti a questi progetti, compresi quindi i cittadini scienziati con disabilità visive e uditive.

Del resto per partecipare non è fondamentale avere una specifica formazione scientifica e tutti possono dare il loro contributo. E proprio per descrivere e promuovere il progetto, i ricercatori di REINFORCE hanno organizzato il prossimo 16 ottobre alle 15 il webinar “Come aiutare gli scienziati nella caccia al rumore nelle onde gravitazionali”, in cui i ricercatori presenteranno le tematiche scientifiche del progetto, con particolare attenzione alle attività legate alle onde gravitazionali Per registrarsi al webinar collegarsi a questo link.

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
Programmazione Cinema Farmacie di turno

Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Attualità

CORONAVIRUS

Sport