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venerdì 24 maggio 2024

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​Fuochi d’artificio e fuochi veri in un mondo maschilista

di Adolfo Santoro - sabato 06 gennaio 2024 ore 08:00

Tra i fuochi d’artificio di Capodanno ci sono stati un morto (una donna colpita da un proiettile sparato da un giovane in euforia) ed uno, tra i tanti feriti, colpito dalla pistola di un parlamentare dei Fratelli d’Italia, in euforia anche lui. Costui, già noto per intemperanze goliardiche da avanguardista, si è mosso all’interno di una destra, altrettanto euforica, che intende normalizzare l’uso delle armi. Se è vero che nell’ultima decina d’anni è stato limitato il porto d’armi per difesa personale, d’altra parte ultimamente è stato ampliato l’uso “sportivo” delle varie armi, che potrebbe essere diffuso perfino nelle scuole; c’è stato, ad esempio, il tentativo di un disegno di legge per permettere il porto d’armi anche ai sedicenni, ma c’è anche il testo, già approvato in Consiglio dei ministri, che consentirà a tutti gli agenti delle forze dell’ordine di acquistare un’arma privata senza licenza, da utilizzare quando non sono in servizio.

Dall’epoca in cui Prometeo rubò il segreto del fuoco agli dei e favorì la promozione degli uomini a semidei è nato il progresso, è nata la tecnica, che ha sviluppato la separazione dell’uomo dalla natura, del maschio dalla femmina della guerra dalla pace. Il fuoco ha tenuto viva l’illusione della prevalenza della luce sul buio e ha condannato gli uomini a rimanere nella condizione di bambini/adolescenti.

LO SPETTACOLO DEI FUOCHI ARTIFICIALI

E così milioni di persone nel mondo assistono, nella “società dello spettacolo”, allo spettacolo dei fuochi d’artificio, volti a suscitare l’infantile sorpresa di fronte all’esplosione di colori. Sono gratuiti o quasi i fuochi d’artificio? No, se si considerano le conseguenze sulla salute e sull’ecosistema. Quelli esplosi nella sola notte di Capodanno possono arrivare a produrre emissioni nocive pari a quelle delle attività annuali di 120 inceneritori di rifiuti: oltre alle polveri sottili, sono rilasciate in atmosfera parecchie diossine, potenzialmente cancerogene; le sostanze liberate in atmosfera possono inoltre ricadere al suolo sotto forma di pioggia acida, inquinando terreni, raccolti, laghi, fiumi e persino falde acquifere. Tra il 2012 e il 2023, in Italia hanno causato a Capodanno sei decessie oltre 3.200 gravi feriti. I fuochi d’artificio sono composti da coloranti (come il rame per ottenere il blu o il bario per il verde o l’alluminio per il bianco o lo stronzio per il rosso, ma sono anche usati sodio, calcio, magnesio, e metalli vietati negli USA ed in Inghilterra: piombo, cromo, antimonio, arsenico, antimonio; i coloranti rimangono dispersi nell’ambiente per giorni dopo l'evento), combustibile (la polvere pirica, composta dal 15% di carbone, dal 10% di zolfo e dal 75% di nitrato di potassio), ossidanti (insieme al combustibile producono la fiamma per far bruciare il colorante) e legante (un composto organico che serve a tenere insieme l’intera miscela); tutti questi elementi sono potenziali inquinanti. Il particolato con diametro di 10 e 2.5 micron, generato durante la combustione, rimane sospeso in aria: i PM2.5 possono dare gravi problemi respiratori e cardiovascolari; clorati e perclorati vengono utilizzati per aumentare l'effetto scenico di alcuni colori rendendoli più brillanti, ma quantità elevate di perclorati possono contaminare le falde acquifere nelle immediate vicinanze del luogo dove vengono utilizzati i fuochi d'artificio; inquinanti gassosi (come biossido di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio, CO2) vengono liberati in grandi quantità durante la combustione; la formazione di ozono a terra è facilitata dai NOx (NO, NO2 etc.) e dalle emissioni luminose prodotte dallo scoppio dei fuochi.

Si stima che circa 5.000 animali perdano la vita ogni anno a causa diretta o indiretta dell’utilizzo dei botti di Capodanno: qualche anno fa fece scalpore la moria di centinaia di storni a Roma, ma ogni anno in Italia muoiono migliaia di animali a causa dei botti di fine anno; di questi circa l’80% sono selvatici, (soprattutto uccelli, anche rapaci), perché, per lo spavento, perdono il senso dell’orientamento e fuggono istintivamente rischiando di colpire un ostacolo a causa della scarsa visibilità; altri abbandonano il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti), vagano al buio e non trovando altro rifugio muoiono per il freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalla scarsità di cibo che ne riduce l’autonomia.

Producono infine montagne di rifiuti: almeno 6 tonnellate ne rimangono nelle strade e nelle piazze delle città e sono rifiuti difficili da differenziare perché composti per il 70% da cartone, plastica, legno o argilla ed il restante 30% da polvere pirotecnica e coloranti (tra cui metalli pesanti); l’alluminio dei fuochi detonati in mare, a contatto con l’acqua salata, può modificarsi in sostanze nocive per le creature marine. Ci sono poi le microplastiche, rilasciate dalla distruzione degli involucri. Ed infine l’inquinamento acustico (che oltre gli 80 decibel danneggia l’orecchio umano) e il rischio di determinare incendi di boschi e aree verdi.

LO SPETTACOLO DELLE ARMI

Ma maschi e femmine maschilisti sono affascinati anche dall’uso delle armi e dal vedersi usare armi. Secondo il Common Wealth e Climate and Community Project, almeno 430 milioni di tonnellate di CO2 (una quantità che equivale alle emissioni della sola Italia nel 2021) sono state generate dall’apparato bellico degli Stati Uniti e della Gran Bretagna tra il 2015 e il 2022. Ma questi dati sono imprecisi a causa della reticenza delle fonti militari: il rapporto Less War, Less Warming: A Reparative Approach to US and UK Military Ecological Damages ha trovato, attraverso un calcolo indiretto che le attività militari producono il 5% delle emissioni globali, più dell’aviazione civile e del traffico navale messi insieme. Secondo The Conflict and Environment Observatory, l’Europa nel 2019 ha prodotto 24,8 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, un terzo dei quali prodotto dalla Francia; l’Italia concorrerebbe con almeno 2,13 tonnellate.

Secondo dati del 2022 la spesa militare globale ha toccato in quell’anno il record storico a 2.240 miliardi, con un aumento del 3,7% rispetto al 2021. Gli USA sono il Paese che spende di più per l’apparato militare, 877 miliardi di dollari nel 2022 secondo i dati del Sipri di Stoccolma, pari al 39% della spesa mondiale. La spesa militare in Europa ha registrato il più forte aumento su base annua degli ultimi 30 anni. Nel gruppo delle industrie produttrici di armi ci sono soprattutto marchi USA, ma anche britannici, francesi, tedeschi, svedesi, italiani, israeliani, sudcoreani.

QUALE RUOLO (IN CHIARO O NASCOSTO) HANNO AVUTO I MILITARI NELLA COP28

Gli Stati Uniti hanno promesso per il “loss and damage fund” solo 17,5 milioni di dollari, una goccia nell’oceano rispetto alla sbalorditiva spesa militare di 876,94 miliardi di dollari nel 2022. Italia e Francia hanno promesso di più (108 milioni di dollari), ma hanno speso rispettivamente 33,49 e 53,63 miliardi di dollari per i loro bilanci militari nel solo 2022. Il contributo di 100 milioni di dollari della Germania è ampiamente messo in ombra dalle recenti ambizioni del paese di aumentare il proprio budget militare di 10 miliardi di euro. Russia e Israele, entrambi impegnati a causare la distruzione ambientale in tempo di guerra e ad aumentare le emissioni di gas serra a livello militare, non si sono per niente impegnate. Michelle Benzing, rappresentante della Women and Gender Constituency ha concluso la plenaria finale notando che ci sono sempre soldi per la guerra e mai per l’azione per il clima.

Il rapporto Global Tipping Point, supportato da oltre 200 ricercatori di 90 organizzazioni, ha esplorato i punti di non ritorno planetari ed ha identificato la guerra e le attività militari quotidiane come responsabili di vaste emissioni di gas serra. L’Iniziativa sulla contabilità dei gas serra della guerra tra Russia e Ucraina ha pubblicato un terzo aggiornamento della stima dei danni climatici causati nei primi 18 mesi di guerra: sono state emesse più di 150 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, più delle emissioni annuali di un paese altamente industrializzato come il Belgio. Il sabotaggio del Nord Stream, effettuato nel settembre 2022 probabilmente dall’Ucraina col beneplacido della NATO, ha liberato un’enorme quantità di metano ed ha rimescolato dei fondali marini in cui erano presenti piombo e tributilstagno ed erano stati seppelliti armi chimiche dismesse e residuati bellici.

CONCLUSIONE

L’uomo primitivo imparò a controllare il fuoco circa 1 milione di anni fa e se ne servì abitualmente 400 mila anni fa. Il fuoco servì a cuocere la carne e a difendersi dagli animali feroci, ma fu il luogo attorno al quale imparare a raccontare storie, a ballare e a fare la pace. Può l’uomo distogliersi dalla tecnica dell’uso del fuoco e dell’energia come strumento di dominio e farlo diventare soprattutto crogiuolo di relazioni? Può l’uomo diventare adulto? Probabilmente no: l’uomo continua a dimenticare distrattamente la frattalità della propria natura triadica; dimenticando lo spirito vede solo la dualità io/corpo e, di conseguenza, snatura l’Io/anima e il corpo. Non per caso il termine “evoluzione” è nato in ambito militare col significato di “dispiegamento delle truppe”; non per caso l’uomo si è ancorato al “progresso” esteriore dimenticando distrattamente il “regresso” interiore. E, a questo punto della sua evoluzione, si merita dei leader politici infantili, che basano le loro scelte sui miti adolescenziali bisognosi di un nemico, come il Superman di Trump, l’Agente segreto di Putin, l’Atreiu/Frodo della Meloni oppure sull’identificazione col persecutore come sta facendo Netanyau.

Adolfo Santoro

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