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sabato 30 agosto 2025

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​Un chiarimento, Chris Hedges e qualche domanda

di Adolfo Santoro - sabato 30 agosto 2025 ore 08:00

Comincio dal chiarimento che riguarda un mio presunto sminuire l’opera rivoluzionaria di Darwin. Darwin ha tutta la mia stima e ci vorrebbero più di dieci editoriali per tesserne i pregi e qualche difetto, per cui mi limito pubblicando i link di Telmo Pievani al proposito:

https://www.youtube.com/watch?v=BiiYxtpJDpE&pp=ygUUZGFyd2luIHRlbG1vIHBpZXZhbmk%3D

https://www.youtube.com/watch?v=OACdd835TR8&pp=ygUUZGFyd2luIHRlbG1vIHBpZXZhbmnSBwkJsgkBhyohjO8%3D

Ma ciò non toglie il fatto che Darwin era un uomo dell’800 e che le sue possibilità di organizzare esperimenti ben fatti e di confrontarsi con altre menti aperte erano piuttosto limitate. Egli dedicò alle emozioni spontanee e involontarie che l’uomo prova e comunica agli altri il terzo saggio sull’evoluzione: L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli altri animali. Credeva che la funzione evolutiva delle emozioni fosse quella di aiutarci a comunicare agli altri importanti informazioni sulla nostra sicurezza e sulle nostre malattie, ma non considerava la centralità delle emozioni nel comunicare con noi stessi e col passato condiviso del gruppo d’appartenenza; non vedeva perciò che le emozioni sono la via d’accesso alla memoria, organizzata nei vari sensi: le emozioni organizzano così schemi di comportamento che entrano a far parte carattere di un individuo ed influenzano anche il suo temperamento.

Egli era in contatto epistolare con Duchenne, emerito neurologo francese; questi era convinto che l’essere umano mostrasse con i muscoli del volto una gamma di circa 60 emozioni diverse e, come prova scientifica, aveva fotografato le smorfie del volto di alcune persone, i cui muscoli facciali avevano subito piccole scosse elettriche; aveva concluso che queste smorfie esprimessero singole emozioni e le aveva seppiate. La gamma delle possibili emozioni dell’essere umano sono multipli di 60: la cultura moltiplica infatti tale possibilità.

Darwin, pur essendo in disaccordo con l’sperimento balzano di Duchenne, organizzò a sua volta, un altro esperimento: a cavallo del 1870 egli invitò venti amici nella sua casa del Kent, mostrò loro 11 foto seppiate dell’esperimento di Duchenne e chiese quali emozioni cogliessero in tali foto. Le loro risposte confermarono ciò che Darwin presupponeva: ci sono le sei emozioni di base, che sarebbero innate.

Queste idee di Darwin furono trascurate finché nel 1969 Ekman non le riprese e, negli anni successivi, dimostrò che queste sei emozioni erano presenti in tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro cultura. Anche Ekman e i suoi studi alla Lie to me possono essere ampiamente criticati.

Al di là di questo chiarimento, non esaustivo, passo ora ad approfondire le perplessità suscitatemi dall’emerito giornalista Chris Hedges, che, a sua volta, si è chiesto: Il capitalismo di ultima generazione punta allo svuotamento delle istituzioni statali e così farà un sacco di soldi, ma che cosa succederà al resto di noi? … Le fasi finali del capitalismo, scrisse Karl Marx, saranno segnate da sviluppi intimamente familiari. Incapace di espandersi e di generare profitti ai livelli passati, il sistema capitalista inizierà a consumare le strutture che lo sostengono. Si appropria, in nome dell’austerità e dell’efficienza del governo, della classe operaia e dei poveri spingendoli, sempre più indebitati e in povertà, e riducendo la capacità dello stato di soddisfare i bisogni dei cittadini comuni. Lo farà, poiché ha sempre più delocalizzato posti di lavoro, sia manifatturieri che professionali, in paesi con manodopera a basso costo. Le industrie meccanizzeranno i loro luoghi di lavoro. Ciò innescherà un attacco economico non solo alla classe operaia, ma anche alla classe media. È il lavoro di un sistema capitalista, che inizialmente sarà mascherato da un massiccio debito personale man mano che i redditi diminuiranno o rimarranno stagnanti. La politica nelle fasi avanzate del capitalismo diverrà subordinata all’economia portando i partiti politici a svuotarsi di qualsiasi contenuto politico e a sottomettersi oggettivamente ai dettami di popolazioni e oligarchi. Ma, come avvertiva Marx, c’è un limite all’economia costruita sull’impalcatura dell’espansione del debito. Arriverà un momento in cui non ci saranno nuovi mercati disponibili, né nuove fasce di persone in grado di contrarre ulteriori debiti. Il capitalismo si rivolterà allora contro il libero mercato stesso, insieme ai valori e alle tradizioni che afferma di difendere. Nelle sue fasi finali saccheggerà i sistemi e le strutture che rendono impossibile il capitale. Ricorrerà, mentre causa sofferenze diffuse, a forme di oppressione più dure. Tenterà - in un’ultima, frenetica resistenza - di mantenere i propri profitti saccheggiando e predando le istituzioni statali … contraddicendo la sua natura dichiarata. Le fasi finali del capitalismo, come comprese Marx, non sono affatto capitalismo: le aziende divorano la spesa pubblica. Poi il sistema crolla.

Il crollo del capitalismo, e senza la rivolta sociale auspicata da Landini, è il destino dell’Occidente? Ecco l’opinione, dall’abitacolo della sua auto, di un esponente della classe lavoratrice USA (Large Man Abroad): La vita in America sta iniziando a crollare. Sta crollando da molto tempo. L’America ha iniziato a raggiungere il suo apice solo dopo la seconda guerra mondiale, quando l’industria in Europa si è fermata bruscamente per la ricostruzione. Il fatto è che il resto del mondo era soltanto in balia di questo momento. Qualunque sia stata la ragione per cui gli USA dovevano essere il più grande leader del mondo è svanita da tempo. Non c’è motivo per cui debba essere il colosso globale solo perché ha l’esercito più forte, quando non ha una filosofia di base che spinga il mondo in avanti. Affinché gli americani prosperino e sopravvivano a un crollo, la caduta dell’America che conosciamo è necessaria: cercare di realizzare la propria vita in America significa lottare contro corrente. Lascia che la corrente porti via questo paese. Lascia che diventi qualcosa di nuovo. Lasciamo che diventino un nuovo “Stati Uniti”, un mondo fatto per il popolo, non solo per i ricchi. La vita in America è diventata una vita senza alcun vero scopo se non la folle corsa alla ricchezza. Ma non c’è più ricchezza in America: tutta la ricchezza è stata consolidata, tutta la ricchezza si è mossa in una direzione, e quella direzione è lontana dal popolo americano. Se la vita sta crollando in America, allora dico “Benvenuto” al crollo.

Continua Chris Hedges: Perché dovresti odiare i ricchi ancora di più? I ricchi sono separati dal resto di noi: materialmente, attraverso comunità recintate e jet privati, e psicologicamente, attraverso le bolle in cui vivono. Gli ultra-ricchi si librano al di sopra della realtà del mondo che li circonda come alieni extraterrestri. La loro realtà materiale li separa fisicamente dal resto della società, con comunità recintate e jet privati, ma paradossalmente, la loro stessa ricchezza li separa anche psicologicamente, incapaci di comprendere la realtà del 99%. L’1% più ricco possiede, infatti, il 35% di tutta la ricchezza degli USA, e si tratta di denaro contante, immobili, tutti i tipi di asset di portafoglio di investimento... il 50% più povero di tutte le famiglie statunitensi, molto simile alla metà più povera nella maggior parte delle regioni del mondo, ha circa l'1,5% della ricchezza nazionale. Questo squilibrio di ricchezza produce una serie di problemi all'interno di una società, tra cui l'eccessiva influenza dei ricchi nel processo decisionale politico.

Secondo Chris Hedges il prototipo dell’impero capitalistico morente e suicidario è stato portato avanti da Israele: Israele ha distrutto metodicamente tutte le istituzioni che sostengono la società civile a Gaza: scuole, università, amministrazione civile, tribunali, distretti di polizia, ospedali, impianti di trattamento delle acque, musei. Ma il suo obiettivo più importante nella distruzione della società civile e delle infrastrutture che la sostengono è l’UNRWA, l’Agenzia dell’ONU, che fornisce assistenza, protezione e difesa dei diritti a circa 5 milioni di rifugiati palestinesi registrati in Medio Oriente. L'UNRWA è stata fondata con il mandato di gestire programmi diretti di soccorso e occupazione per i rifugiati palestinesi. Attualmente, essa opera in cinque zone (Giordania, Libano, Siria e territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme est) e impiega oltre 31.000 persone, la maggior parte delle quali sono anch’essi rifugiati. I servizi dell’UNRWA comprendono istruzione, assistenza sanitaria, soccorso, infrastrutture e miglioramento dei campi profughi, supporto alle comunità, microcredito e interventi di emergenza, anche in situazione di conflitto armato. Il Parlamento israeliano nel 2024 ha promulgato due leggi che hanno messo di fatto fuori legge l’UNRWA.

Passo ora ad esaminare la collusione delle dittature criminali in America latina con Israele e col suo servizio segreto, il Mossad. La collaborazione tra USA e Israele in America Latina era cominciata, dopo la fine della seconda guerra mondiale, con un’azione virtuosa: la caccia dei criminali nazisti; all’epoca delle dittature sostenute dagli USA, i criminali di guerra nazisti si nascondevano in America Latina (Brasile, Argentina, Cile, Paraguay) ed il Mossad aveva una lista di un centinaio di criminali da ricercare. Poi, come con l’olocausto, c’è stato un utilizzo strumentale del ruolo del Mossad, che è stato strumento di diffusione del sionismo in America latina trasformando Israele da vittima a persecutore. Il movimento sionista aveva, già prima della seconda guerra mondiale, il pallino della deportazione dei palestinesi. Nel 1937 il laburista (sic!) sionista David Ben Gourion scriveva: Con un trasferimento forzato, [avremmo] una vasta zona [d’insediamento] […] Sono a favore di un trasferimento forzato. Non ci vedo nessun problema. Per Ben Gurion la deportazione doveva favorire la creazione di uno Stato in cui il rapporto tra ebrei e arabi doveva essere di 8 a 2. La preoccupazione del sionismo in favore di una maggioranza demografica raggiunse il suo apogeo in occasione della Nakba del 1948, nel corso della quale 750.000 Palestinesi dovettero lasciare le loro città e i loro villaggi, vittime di una pulizia etnica. Per promuovere il trasferimento forzato di Palestinesi, Israele era ugualmente pronto a chiudere un occhio sul fatto che il Paraguay fosse stato il primo paese, al di fuori dalla Germania, ad aver creato nel 1927 un partito nazista; alle scuole tedesche in Paraguay era permesso di insegnare la visione nazista; il Paraguay si alleò con la Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra del 1967, che consolidò l’occupazione militare d’Israele sulla Palestina colonizzata, il sionismo ha ripreso in considerazione la possibilità di un trasferimento forzato, curandosi di non suscitare l’attenzione della comunità internazionale e forzando la deportazione di altri Palestinesi. In America Latina gli USA erano in quel momento occupati nel sostenere le dittature di destra al fine d’impedire che si propagasse nella regione un vasto movimento di sinistra ispirato alla rivoluzione cubana, il che offriva a Israele nuove possibilità di coltivare relazioni diplomatiche con i governi della regione. Il Mossad e il dittatore paraguaiano Stroessner conclusero un accordo nel 1969 per il trasferimento di 60.000 Palestinesi nell’arco di quattro anni, ma questa politica fallì dopo che due Palestinesi uccisero un’impiegata dell’ambasciata d’Israele in Paraguay nel 1970; solo 30 Palestinesi furono trasferiti in Paraguay. Israele e il Paraguay di quei tempi condividevano lo stesso disprezzo per le popolazioni indigene: al fine di preparare un programma neoliberista simile a quello che governò il Cile a partire dalla dittatura di Augusto Pinochet, Stroessner prese di mira le comunità indigene con l’obbiettivo di sfruttare le loro terre per l’industrializzazione del Paese. Condividendo le tecniche repressive delle dittature latino-americane, Israele, che pomposamente viene definita da Molinari e Mieli l’unica democrazia del Medio-Oriente, poteva tranquillamente consolidare i suoi legami, in particolare attraverso l’esercito e lo spionaggio. L’assenza di un piano di decolonizzazione giocò in favore d’Israele. Inoltre, l’aumento delle dittature sostenute dagli USA in America Latina fornì a Israele uno strumento di pressione, specialmente dopo l’omicidio di un diplomatico cileno nel 1976, omicidio commissionato da Pinochet ed eseguito da un gente della CIA, per cui gli USA dovettero prendere le distanze dalle dittature dell’America Latina. A metà degli anni 70’ l’uscita di scena degli USA permise a Israele di diventare il principale fornitore di armi del Cile. Allo stesso modo Israele fornì una grande assistenza militare all’Argentina sotto la dittatura di Videla, nonostante la tortura e la scomparsa di duemila ebrei che vivevano nel paese. Israele fornì anche le armi per l’Operazione Condor, un’azione collettiva delle dittature di destra latino-americane che cercavano di sterminare gli oppositori di sinistra nella regione; trentamila persone furono uccise o scomparvero.

Ma il coinvolgimento maggiore di Israele con uno Stato latino-americano fu quella col Guatemala, e di ciò ne fu giornalisticamente testimone Chris Hedges. Il Guatemala era stato uno dei primi paesi a votare a favore della creazione di Israele come stato ebraico nella Risoluzione ONU del 1948 e nel 1955 fu il primo Paese ad aprire un'ambasciata a Gerusalemme; nel 1961, Guatemala e Israele firmarono un trattato di scambio culturale per lo scambio di cultura, istruzione e scienza e nel 1972 abolirono l’obbligo per tutti i tipi di visto; nel 1977 il Guatemala firmò un accordo di assistenza militare con Israele; nel 1978, quando gli USA limitarono i loro aiuti al Guatemala, Israele colmò il vuoto. Come in altre dittature latinoamericane, la popolazione indigena del Guatemala subì espropriazioni e omicidi - una situazione che peggiorò nel biennio 1982-83 quando Efrain Ríos Montt prese il potere con un colpo di stato militare sostenuto da Israele; i soldati guatemaltechi erano stati addestrati da Israele con tecniche simili alle atrocità compiute dai paramilitari sionisti durante la pulizia etnica della Palestina nel 1948; nel 2013 Ríos Montt, ormai generale in pensione, è stato dichiarato colpevole di genocidio e crimini contro l’umanità e condannato ad 80 anni di carcere per il suo ruolo di comandante nella brutale campagna di controinsurrezione contro i Maya-Ixil; Rios Montt è morto nel 2018 e la sua è stata l’unica azione ad essere considerata, tra i tanti episodi di violenza di massa delle dittature latino-americane, un genocidio (è ricordato come il genocidio silenzioso). Ma il Guatemala non ha interrotto i suoi rapporti con Israele: dal 2024 è presidente Bernardo Arévalo, che ha studiato all'Università Ebraica di Gerusalemme.

Dalle riflessioni su questi fatti emergono altre domande: l’intento di Trump di cambiare il nome del Ministero della Difesa in Ministero della Guerra ha a che fare qualcosa con il suo intento di attaccare, oltre alla Groenlandia, Messico e Venezuela per contrastare la penetrazione commerciale e politica della Cina in America latina? L’aver schierato l’esercito in alcune città americane, l’aver creato una forza paramilitare personale, sulla scia delle SA naziste, il colpire magistrati e giornalisti e l’arresto degli avversari politici alla maniera di Erdogan non sono segnali di una nuova Capitol Hill se Trump dovesse perdere le elezioni, come la recente sconfitta repubblicana nelle elezioni dello Stato dello Iowa lascia presagire, e ciò nonostante l’aumento del mendace PIL degli USA? Il commercio in armi e l’affido della cyber-security italiana ad Israele non sono segnali della regressione latino-americana dell’Italia, che sarà rafforzata se alla Presidenza della Repubblica italiana e alla Presidenza della Commissione Europea saranno eletti due vassalli di Trump? Ci vogliono i posteri per queste ardue sentenze?

Adolfo Santoro

Articoli dal Blog “Disincantato” di Adolfo Santoro