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martedì 31 gennaio 2023

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

​La mancanza di rispetto dovrebbe essere un reato

di Federica Giusti - venerdì 20 gennaio 2023 ore 09:00

No, non è una frase mia, ma l’ho presa in prestito dal testo di Viva degli Zen Circus, una delle mie canzoni preferite, perché credo che sia geniale e al contempo veritiera.

Immaginate voi di vivere in un mondo in cui chi manca di rispetto a sé stesso e al prossimo, viene sanzionato proprio come quando si commette un reato.

Ci sono molte cose che non vanno come dovrebbero nel nostro tempo, ma la mancanza di rispetto devo ammettere che mi da veramente fastidio.

Può capitare a tutti di fare qualcosa che non avremmo dovuto fare, per distrazione, per impossibilità, per cause di forza maggiore, o della nostra emotività. Ma esistono parole come grazie e scusa che potrebbero esserci d’aiuto. In quei casi, potremmo provare ad ammettere la nostra mancanza di attenzione a noi stessi o agli altri e provare a rimediare.

Esempio spicciolo. In questo periodo sto lavorando molto e non riesco a dedicarmi con la giusta attenzione a me stessa e a chi mi sta intorno. Sono sempre di corsa e nervosa, presa da mille pensieri. Sto mancando di rispetto alla parte di me che merita riposo e leggerezza in primis. Cosa posso fare? Intercettare questo comportamento, cercare di chiedermi e chiedere scusa e ringraziare per la pazienza che mi viene mostrata, mettere qualche paletto in più e ricentrarmi. Il lavoro è una parte importante e fondamentale della vita, ma non può diventare l’unica, ecco perché sarebbe importante rispettare tutte le sfaccettature del nostro essere.

Ma le mancanze di rispetto sono molte varie, alcune così sottili che le mettiamo in atto ogni girono. Non chiedere a qualcuno come sta pur sapendo che sta attraversando un momento particolare, non rispondere per settimane ad un messaggio, non considerare il dolore altrui, scaricare sugli altri i nostri pesi senza essere disposti a sostenere i loro, non intercettare un bisogno del partner o di un familiare e concentrarci solo sul nostro vissuto, non condividere le gioie degli altri. E potrei andare avanti all’infinito.

Ci sono poi le mancanze di rispetto sul fronte professionale, come non disdire un appuntamento per tempo senza nemmeno scusarsi, oppure pretendere di ricevere risposte immediate ai problemi, come se si trattasse di un 118 emotivo, magari sparendo per mesi e poi pretendere un appuntamento a stretto giro. E badate bene, queste non sono mancanze di rispetto verso il professionista, almeno non solo, ma sono mancanze di rispetto verso chi agisce tali comportamenti. Io non mi sto rispettando se faccio resistenza alla terapia e faccio autosabotaggio, e non mi rispetto nemmeno quando arrivo al limite di una situazione non prendendo prima in considerazione il fatto che il problema era già presente.

Insomma, siamo tutti colpevoli più o meno del reato di mancanza di rispetto, io sicuramente l’ho fatto, ma torno a ripetere che esserne consapevoli e cercare di modificare il nostro futuro atteggiamento, potrebbe essere d’aiuto.

Proviamo ad auto sanzionarci e a cambiare il modo di relazionarci a noi stessi e agli altri, e vediamo come va!

Federica Giusti

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